vigneti cantina mas dei chini trento
vigneti cantina mas dei chini trento
vigneti cantina mas dei chini trento
cantina mas dei chini trento

TRADIZIONE

L'Arte di produrre vino

TRADIZIONE

L'Arte
di produrre vino

TERRITORIO

La superficie totale vitata è di circa 30 ettari, tutti di proprietà. Ogni hanno vengono prodotte 190.000 bottiglie.

I vigneti hanno esposizioni sud-ovest e le pendenze che li caratterizzano variano dai 300 ai 650 metri sul livello del mare.

La formazione geologica dei suoli è di matrice calcareo-dolomitica ed il sesto di impianto maggiormente diffuso è la “pergola trentina”.

Le esposizioni ottimali dei nostri vigneti, unite alle matrici geologiche dei suoli e all’altitudine, che ne determina importanti escursioni termiche nel periodo pre-vendemmiale, contribuiscono a dar vita a vini estremamente contestualizzati col territorio, molto puliti, fini ed eleganti.

Queste caratteristiche organolettiche, espressioni di condizioni pedoclimatiche particolarmente ideali alla coltivazione della vite sono fortemente caratterizzanti soprattutto per gli spumanti Metodo Classico Trentodoc che, dopo molti anni di affinamento sui lieviti, raggiungono importante struttura e complessità pur mantenendo grande freschezza e fragranza.

Il Processo Produttivo
del Trentodoc Metodo Classico

Vendemmia:
Il processo di lavorazione inizia con la raccolta manuale delle migliori uve Chardonnay e Pinot Nero nei vigneti dell’azienda situati in due tenute: Cadino di Faedo e Martignano, entrambe in Trentino, in provincia di Trento.

In cantina i grappoli vengono pressati in modo soffice, alla capacità di 0,8 atmosfere, per evitare che le bucce dell’acino e i vinaccioli rilascino sostanze che andrebbero a interferire con i delicati profumi del mosto fiore.

Prima fermentazione:
Il succo delle uve viene lasciato fermentare per la prima volta, trasformando il mosto fiore in vino base. I vari vini base, così ottenuti, verranno poi miscelati nella delicata fase di assemblaggio delle cuvée e una parte di questi riposerà in botti di legno per esaltarne ulteriormente i profumi. Non utilizzando uve di annate diverse, gli spumanti Mas dei Chini hanno la denominazione di “Millesimati”.

Tiraggio:
Dopo la prima fermentazione, alla cuvée viene aggiunto il “liqueur de tirage”, una miscela di zucchero e lieviti selezionati che alimenterà la seconda fermentazione in bottiglia.

Imbottigliamento:
le bottiglie sono chiuse da un tappo a corona con all’interno un piccolo cilindro in plastica detto “bidule”, destinato a raccogliere i residui dei lieviti al termine della lavorazione. Il vetro utilizzato per le bottiglie è scuro per evitare l’ossidazione del vino durante i molti anni di affinamento che lo attendono.

Presa di spuma e affinamento:
Le bottiglie vengono accatastate nella cantina sotterranea scavata nella roccia, dove riposeranno in posizione orizzontale per un minimo di 36 mesi.

Durante questo periodo, in ogni bottiglia avverrà una seconda fermentazione che porterà alla presa di spuma: i lieviti, attaccando la parte zuccherina presente nel vino, produrranno alcool e anidride carbonica e la conseguente formazione delle caratteristiche bollicine. La qualità del vino base e il tempo di affinamento sui lieviti sono fondamentali per la futura qualità del prodotto, percepibile a vista da un perlage finissimo e persistente.

Nel caso dei nostri Trentodoc Inkino i tempi di affinamento sono:

 – Trentodoc Inkino Brut Millesimato: almeno 36 mesi.
 – Trentodoc Inkino Rosè Extra Brut Millesimato: oltre 30 mesi.
 – Trentodoc Inkino Nature Millesimato: 70/80 mesi.
 – Trentodoc Inkino Riserva Carlo V Millesimato: oltre 100 mesi.

Utilizzando la tecnica del “remuage”, le bottiglie vengono ruotate affinché i residui dei lieviti confluiscano gradualmente verso il collo della bottiglia andandosi a depositare nella “bidule”.

Attraverso un “Giropallet” le bottiglie vengono fatte ruotare in senso orario, aumentando gradualmente l’inclinazione fino a farle arrivare “in punta” cioè in posizione verticale. Questa operazione è possibile anche manualmente utilizzando le “pupitres”, i caratteristici cavalletti bucati.

Una volta che i sedimenti dei lieviti si trovano all’estremità del collo della bottiglia, questo viene immerso in una soluzione refrigerante a -27° C e quindi congelato.

A questo punto si procede con la sboccatura o “dégorgement”: ogni bottiglia viene stappata lasciando che la pressione interna faccia espellere i lieviti ghiacciati.

La bottiglia viene rabboccata del vino fuoriuscito e, a conclusione delle operazioni di sboccatura, si procede all’aggiunta della “liqueur d’expedition”, preparato da ciascuna casa spumantistica con una miscela a base di vino e zucchero. Si definirà così anche il livello di residuo zuccherino finale dello spumante.

Alla fine la bottiglia viene chiusa definitivamente con il classico tappo in sughero (che per la pressione assumerà la caratteristica forma a fungo) e la gabbietta.

Una volta lavata ed etichettata, ogni bottiglia sarà lasciata a riposo in cantina ancora alcuni mesi prima di poter essere degustata.

inkino trentodoc official partner fc sudtirol

Inkino Trentodoc è lo Spumante ufficiale dell'Fc Südtirol

Trentodoc Inkino Brut Millesimato Cantina Mas dei Chini Trento

Trentodoc
Inkino Brut

100% Chardonnay
almeno 36 mesi sui lieviti

trentodoc inkino rosè extra brut tre bicchieri gambero rosso 2024 e 2025

Trentodoc
Inkino Rosè Extra Brut

100% Pinot Nero
oltre 30 mesi sui lieviti

Trentodoc Inkino Nature Millesimato Cantina Mas dei Chini Trento

Trentodoc
Inkino Nature

100% Chardonnay
70/80 mesi sui lieviti

Trentodoc Riserva Inkino Carlo V Cantina Mas dei Chini Trento. Premio 4 viti Guida Vitae Associazione Italiana Sommelier

Trentodoc
Inkino Riserva Carlo V

60% Chardonnay, 40% Pinot Nero
oltre 100 mesi sui lieviti

Vini fermi

Distillati

Partendo dalle vinacce delle nostre uve, abbiamo pensato di distillare tre grappe che riteniamo molto rappresentative della nostra azienda. Il nostro London Gin invece nasce in Val di Non, dai meleti dell’azienda agricola di Graziano.

TERRITORIO

La superficie totale vitata è di circa 30 ettari, tutti di proprietà. Ogni hanno vengono prodotte 190.000 bottiglie.

I vigneti hanno esposizioni sud-ovest e le pendenze che li caratterizzano variano dai 300 ai 650 metri sul livello del mare.

La formazione geologica dei suoli è di matrice calcareo-dolomitica ed il sesto di impianto maggiormente diffuso è la “pergola trentina”.

Le esposizioni ottimali dei nostri vigneti, unite alle matrici geologiche dei suoli e all’altitudine, che ne determina importanti escursioni termiche nel periodo pre-vendemmiale, contribuiscono a dar vita a vini estremamente contestualizzati col territorio, molto puliti, fini ed eleganti.

vigneti cantina mas dei chini trento

Queste caratteristiche organolettiche, espressioni di condizioni pedoclimatiche particolarmente ideali alla coltivazione della vite sono fortemente caratterizzanti soprattutto per gli spumanti Metodo Classico Trentodoc che, dopo molti anni di affinamento sui lieviti, raggiungono importante struttura e complessità pur mantenendo grande freschezza e fragranza.

Il Processo Produttivo
del Trentodoc Metodo Classico

Vendemmia:
Il processo di lavorazione inizia con la raccolta manuale delle migliori uve Chardonnay e Pinot Nero nei vigneti dell’azienda situati in due tenute: Cadino di Faedo e Martignano, entrambe in Trentino, in provincia di Trento.

In cantina i grappoli vengono pressati in modo soffice, alla capacità di 0,8 atmosfere, per evitare che le bucce dell’acino e i vinaccioli rilascino sostanze che andrebbero a interferire con i delicati profumi del mosto fiore.

Prima fermentazione:
Il succo delle uve viene lasciato fermentare per la prima volta, trasformando il mosto fiore in vino base. I vari vini base, così ottenuti, verranno poi miscelati nella delicata fase di assemblaggio delle cuvée e una parte di questi riposerà in botti di legno per esaltarne ulteriormente i profumi. Non utilizzando uve di annate diverse, gli spumanti Mas dei Chini hanno la denominazione di “Millesimati”.

Tiraggio:
Dopo la prima fermentazione, alla cuvée viene aggiunto il “liqueur de tirage”, una miscela di zucchero e lieviti selezionati che alimenterà la seconda fermentazione in bottiglia.

Imbottigliamento:
le bottiglie sono chiuse da un tappo a corona con all’interno un piccolo cilindro in plastica detto “bidule”, destinato a raccogliere i residui dei lieviti al termine della lavorazione. Il vetro utilizzato per le bottiglie è scuro per evitare l’ossidazione del vino durante i molti anni di affinamento che lo attendono.

Presa di spuma e affinamento:
Le bottiglie vengono accatastate nella cantina sotterranea scavata nella roccia, dove riposeranno in posizione orizzontale per un minimo di 36 mesi.

Durante questo periodo, in ogni bottiglia avverrà una seconda fermentazione che porterà alla presa di spuma: i lieviti, attaccando la parte zuccherina presente nel vino, produrranno alcool e anidride carbonica e la conseguente formazione delle caratteristiche bollicine. La qualità del vino base e il tempo di affinamento sui lieviti sono fondamentali per la futura qualità del prodotto, percepibile a vista da un perlage finissimo e persistente.

Nel caso dei nostri Trentodoc Inkino i tempi di affinamento sono:

Trentodoc Inkino Brut Millesimato: almeno 36 mesi.

Trentodoc Inkino Rosè Extra Brut Millesimato: oltre 30 mesi.

Trentodoc Inkino Nature Millesimato: 70/80 mesi.

Trentodoc Inkino Riserva Carlo V Millesimato: oltre 100 mesi.

Utilizzando la tecnica del “remuage”, le bottiglie vengono ruotate affinché i residui dei lieviti confluiscano gradualmente verso il collo della bottiglia andandosi a depositare nella “bidule”.

Attraverso un “Giropallet” le bottiglie vengono fatte ruotare in senso orario, aumentando gradualmente l’inclinazione fino a farle arrivare “in punta” cioè in posizione verticale. Questa operazione è possibile anche manualmente utilizzando le “pupitres”, i caratteristici cavalletti bucati.

Una volta che i sedimenti dei lieviti si trovano all’estremità del collo della bottiglia, questo viene immerso in una soluzione refrigerante a -27° C e quindi congelato.

A questo punto si procede con la sboccatura o “dégorgement”: ogni bottiglia viene stappata lasciando che la pressione interna faccia espellere i lieviti ghiacciati.

La bottiglia viene rabboccata del vino fuoriuscito e, a conclusione delle operazioni di sboccatura, si procede all’aggiunta della “liqueur d’expedition”, preparato da ciascuna casa spumantistica con una miscela a base di vino e zucchero. Si definirà così anche il livello di residuo zuccherino finale dello spumante.

Alla fine la bottiglia viene chiusa definitivamente con il classico tappo in sughero (che per la pressione assumerà la caratteristica forma a fungo) e la gabbietta.

Una volta lavata ed etichettata, ogni bottiglia sarà lasciata a riposo in cantina ancora alcuni mesi prima di poter essere degustata.

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